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lunedì 24 settembre 2018

CONFRONTO DI IMPOSTE E CONTRIBUTI NEL MONDO





Lo scorso venerdì una delle clienti inglesi mi ha detto che i contributi previdenziali in Italia sono alti. Se si sommano le imposte ed i contributi il suo guadagno viene dimezzato.


Alla luce di quell’incontro, premesso che sono d’accordo con lei, ho confrontato il carico fiscale e contributivo nel mondo (abitualmente devo osservare “solo” 6 diversi Paesi).


A livello mondiale si sta vedendo una diminuzione più o meno generale di diminuzione delle aliquote fiscale ma non contributive.


Gli Stati Uniti quest’anno hanno diminuito al 21% l’aliquota delle imposte sulle società (forse con effetti negativi sugli accordi bilaterali), l’Olanda ha proposto di cancellare la tassazione sui dividenti, la Francia, sempre quest’anno, ha abbassato l’aliquota al 28% per i redditi fino 500.000 euro, il Regno Unito, dal 1 aprile 2017, ha abbassato la corporate tax (la nostra IRES) al 19%, in Italia l’IRES (l’imposta per le società di capitali) è stata abbassata al 24% ed è stato creato un sistema fiscale semplificato per le piccole imprese individuali.


Come si vede dalla tabella sotto riportata dove sono presenti i principali stati dell’Unione Europea (fonte il Sole 24 Ore), l’Italia, è a metà del ranking europeo considerando il solo tax rate ma considerando tax rate e contribution rate, purtroppo sale al 4 posto preceduta da: Francia, Grecia e Germania.


Il Regno Unito ha un tax and contribution rate decisamente migliore (è secondo solo all’Irlanda) ma, considerando la grande incertezza portata dalla Brexit, il dato può essere visto come significativo solo fino a marzo del prossimo anno. Dopo, le conseguenze dell’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea potrebbero portare conseguenze negative non compensabili con la bassa tassazione fiscale e contributiva.




paese
imposta società di capitali
contributi + imposta sulle società
%
%
U.E.
Francia
33,33
62,20
Grecia
29,00
51,70
Spagna
25,00
46,90
Paesi Bassi
25,00
40,70
Italia
24,00
48,00
Portogallo
21,00
39,80
Regno Unito
19,00
30,70
Germania
15,83
48,90
Irlanda
12,50
26,00
Extra U.E.
Brasile
34,00
68,40
Messico
30,00
52,10
Australia
30,00
47,50
Cina
25,00
67,30
Giappone
23,20
47,40
Turchia
22,00
41,10
USA
21,00
43,80
Russia
20,00
47,50
Canada
15,00
20,90







TAXES AND CONTRIBUTIONS AROUND THE WORLD





Last Friday one of the British customers told me that in Italy pension contributions are (too) high. Adding taxes and contributions, her income is halved.


In light of that meeting, given that I agree with her, I compared the tax and contributions rate in the world (usually I have to observe "only" 6 different countries).


In the world, there is a, more or less, general decrease in tax rates but not in contribution rate.


The United States, this year, has reduced the corporate tax rate to 21% (perhaps with negative effects on bilateral agreements), Netherlands’ government has proposed to cancel the taxation on the dividends, France, this year, has lowered the rate at 28% for incomes up to 500,000 euro, the United Kingdom, from 1st April 2017, lowered the corporate tax (our IRES) to 19%, in Italy the IRES (the tax for limited companies) ) was lowered to 24% and a simplified tax system was created for small traders.

As described  in the table below, where the main European Union countries are present (source: il Sole 24 Ore), considering only the tax rate Italy is in the middle of the European ranking but adding the tax and the contribution rate, unfortunately, It’s in the 4th place preceded by: France, Greece and Germany.


The United Kingdom has a much better tax and contribution rate (it is second only to Ireland) but, considering the great uncertainty brought by the Brexit, the figure can only be seen as significant until March 2019. Afterwards, the consequences of the exit of the United Kingdom from the European Union could lead to negative consequences that can not be offset by low tax and low pension contribution rate.




Country
Company tax
Pension contribution
+ company tax
%
%
E.U.
France
33,33
62,20
Greece
29,00
51,70
Spain
25,00
46,90
Netherlands
25,00
40,70
Italy
24,00
48,00
Portugal
21,00
39,80
U.K
19,00
30,70
Germany
15,83
48,90
Ireland
12,50
26,00
Extra E.U.
Brazil
34,00
68,40
Mexico
30,00
52,10
Australia
30,00
47,50
China
25,00
67,30
Japan
23,20
47,40
Turkey
22,00
41,10
USA
21,00
43,80
Russia
20,00
47,50
Canada
15,00
20,90


www.studio-alessio.it

venerdì 26 gennaio 2018

ADDIO SCHEDA CARBURANTE, “BENVENUTA” FATTURA ELETTRONICA


Dal 1 luglio 2018 le cessioni di benzina e gasolio nei confronti di titolari di partita iva dovranno essere giustificate esclusivamente con fatture elettroniche.

Da luglio, quindi, (anche) facendo benzina dal distributore stradale, per dedurre il costo e detrarre l’iva, i titolari di partita iva dovranno richiedere la fattura elettronica; la scheda carburante non avrà più alcun valore fiscale.

Dal 1 luglio, inoltre, per poter dedurre il costo e detrarre l’iva legata al carburante si dovrà obbligatoriamente pagare con carta di credito o con bancomat. Il pagamento in contanti verrà, ovviamente, accettato dal benzinaio ma non verrà riconosciuto ai fini fiscali.

Bisogna sottolineare che si deve ritenere che la carta di credito od il bancomat, dovranno essere intestati al titolare di partita iva che acquista il carburante. Se un professionista fa benzina in autostrada e la carta di credito è ad esempio del coniuge non sarà possibile dedurre il costo e detrarre l’iva.

La fattura elettronica sarà emessa nel formato Xml ed inviata attraverso il Sistema di Interscambio (SdI) per poi essere conservata dieci anni nell’apposito cloud.


Oggi chi paga solo con carta di credito o con bancomat, può utilizzare l’estratto conto in luogo della scheda carburante come documento utile per la deduzione del costo e per la detrazione dell’iva. Dal tenore letterale della norma, però, è pensabile che questo non si potrà più fare. Si spera che venga fatta chiarezza su questo ultimo punto del mio articolo. 

GOODBYE FUEL PAPER, “WELCOME” ELECTRONIC INVOICE


In Italy, from 1st  July 2018 on, the sales of petrol and diesel to VAT owners will be justified exclusively by the electronic invoices.

From July, therefore, getting petrol or diesel from the road distributor, to deduct cost and VAT, the VAT owners must request an electronic invoice; the fuel paper will no longer have any tax value.

Moreover, from 1st July, in order to deduct the cost and the VAT related to fuel, every VAT owner must pay by credit or debit card. Payment by cash will be obviously accepted by the petrol station but It will not be recognized for tax purposes.

I must point out that the credit or the debit card must be related to the name of the VAT owner that buys the fuel. If a professional gets petrol or diesel on the motorway and the credit card’s owner is, for instance, the wife, he will not be able to deduct the cost and the VAT.

The electronic invoice will be issued in Xml format and sent through the Interchange System and then kept for ten years in the appropriate cloud.


Today, who pays only by credit or debit card can use the credit card balance in place of the fuel paper as a useful document for the deduction of cost and VAT. From the literal tenor of the norm, however, it is conceivable that this can no longer be done. We all hope that clarity will be made on this last point of my article.

mercoledì 8 novembre 2017

DAL 1 GENNAIO 2019 SOLO FATTURE ELETTRONICHE, BISOGNA ORGANIZZARSI


Dal 1 gennaio 2019 le fatture, verso persone fisiche e giuridiche residenti in Italia, dovranno essere emesse solo in formato elettronico (quindi: formato hml, invio con canale di interscambio e conservazione decennale in appositi server). Solo ed esclusivamente le persone che hanno abbracciato il regime fiscale dei forfettari e dei minimi non dovranno emettere fatture in formato elettronico.

Per quanto riguarda gli acquisti e le vendite con persone fisiche o giuridiche  non fiscalmente residenti in Italia le fatture non saranno elettroniche ma i contribuenti dovranno trasmettere telematicamente i relativi dati entro il 5 del mese successivo alla data di emissione o ricezione del documento (escluse le operazioni per le quali è stata emessa una bolla doganale).

Nel caso di fatture per cessione di benzina e gasolio per motori e le prestazioni rese da subappaltatori e subcontraenti, l’obbligo di fattura elettronica scatta dal 1 luglio 2018.

Questo cambiamento, che porta come unico lato veramente positivo la riduzione di due anni (così sembra) dei termini di decadenza per l’accertamento di iva ed imposte, significa che fin da subito si deve pensare a riorganizzare le proprie strutture professionali ed aziendali.

Da oggi ci stiamo quindi strutturando per poter agevolare la nostra clientela nella gestione di questo ennesimo nuovo impegno fiscale.

FROM 1ST JANUARY 2019 ONLY ELECTRONIC INVOICES. WE HAVE TO ORGANIZE


In Italy, from 1st January 2019, the invoices, to natural and legal persons that are fiscal resident in Italy, will only be issued electronically (hml format, issued via interchange channel and storage for 10 years on special servers). Only people who have minimum or forfait tax regimes will not have to issue  electronic invoices.

For purchases and sales with natural or legal non-resident taxpayers, the invoices will not be electronic but VAT owners will have to transmit, telematically, their data by 5th of the month following the date of issue or receiving of the document (excluding transactions for which a customs bill was issued).

In the case of invoices for the sale of petrol and diesel for engines and the services provided by subcontractors, the electronic invoice obligation shall be triggered on 1st July 2018.

This change has just a truly positive consequence: two-year reduction (as it seems) of the tax assessment. In other words, now every VAT owners should think about reorganizing their professional and corporate structures .


From now on We are structuring to help our customers to manage this new fiscal commitment.