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domenica 17 febbraio 2019

FATTURE ELETTRONICHE, QUANDO SI DETRAE L’IVA?




In Italia, per tutto il primo semestre (per i trimestrali) e per i primi 9 mesi (per i mensili) del 2019, se le fatture elettroniche sono emesse (la fattura si intende emessa quando viene inviata/accettata al/dal SDI) in ritardo ma concorrono comunque alla liquidazione del corretto periodo (trimestre o mese a seconda dei casi) il ritardo non sarà sanzionato.


Dal 1 luglio per emettere la fattura ci saranno 10 giorni e la concessione appena descritta non sarà più considerata come valida (a parte per mensili che avranno comunque 3 mesi in più di “bonus”).

Bene, ma quando è possibile detrarre l’iva? Siccome l’unica fattura che ha valore fiscale è quella elettronica, nulla contando l’eventuale copia cartacea fornita “per cortesia”, l’unico momento dal quale sarà possibile detrarre l’IVA è quello dal quale si riceve la fattura elettronica; in altre parole da quando si riceve la fattura nella propria area del sito dell’agenzia delle entrate (o sul proprio gestionale).
Prendiamo il caso di due contribuenti con liquidazione IVA mensile. Se il venditore Tizio emette (invia al SDI) la fattura, datata 28 febbraio, il 4 marzo,  non vi saranno sanzioni per il venditore se la farà concorrere nella liquidazione del mese di febbraio. L’acquirente Caio però per poterla detrarre nella liquidazione iva del mese di febbraio (mese di effettuazione dell’operazione) dovrà riceverla entro e non oltre il 15 marzo. Se dovesse riceverla dopo, l’acquirente potrà detrarre l’iva solo dal mese di ricevimento (se Caio riceve la fattura il 16 marzo può detrarla dal mese di marzo compreso – ed entro il mese di dicembre).

Tutto questo perché Caio deve ricevere la fattura elettronica entro il 15 del mese seguente il periodo (mese o trimestre) di effettuazione dell’operazione ma attenzione alle operazioni del mese di dicembre perché, in questo caso, la detrazione spetta solo nel periodo di possesso della fattura e quindi le fatture elettroniche datate 31/12 molto probabilmente si potranno detrarre solo da gennaio dell’anno seguente.


E-INVOICE. WHEN DO WE DEDUCT THE V.A.T.?




In Italy, for the whole first semester (for the quarterly ones) and for the first 9 months (for the monthly ones) of  2019, if the e-invoices are issued (the invoice is considered issued when it is sent /accepted to/by the SDI) late, the delay will not be sanctioned if the e-invoices are included in the correct VAT settlemtent (in the correct quarter or month, depending on the case).

From 1st July there will be 10 days to issue the invoice and what I’ve just described will no longer be considered valid (except for monthly ones that will have 3 months more as "bonus").

Well, but when is it possible to deduct the VAT? As the only invoice that has fiscal value is the electronic one, nothing counting any provided paper copy, the only moment from which you can deduct the VAT is the one from which you receive the e-invoice; in other words, when you receive the e-invoice in your area of ​​the revenue and custom agency’s website (or in your own management system).
For example, in the case of two tax payers with monthly VAT settlement, if the seller issues (delivers to the SDI) the e-invoice, dated 28th February, on 4th March, there will be no penalties for the seller if he includes it in the VAT settlement of the month of February. The buyer, however, to be able to deduct it in the VAT settlement of the month of February (month of the operation) must receive it no later than 15th March. If the buyer receives it later, he will only be able to deduct VAT from the month of receipt (for instance, if the buyer receives the invoice on 16th March he can deduct it from the month of March included on – and within the month of December).

This is due because the buyer must receive the e-invoice by the 15th of the following month the period (month or quarter) of the operation; but pay attention to the operations of the month of December because, in this case, the deduction is just up to the period of e-invoice’s possession  and therefore the e-invoices dated 31/12 will most likely only be deducted from January of the following year.


www.studio-alessio.it

lunedì 24 settembre 2018

CONFRONTO DI IMPOSTE E CONTRIBUTI NEL MONDO





Lo scorso venerdì una delle clienti inglesi mi ha detto che i contributi previdenziali in Italia sono alti. Se si sommano le imposte ed i contributi il suo guadagno viene dimezzato.


Alla luce di quell’incontro, premesso che sono d’accordo con lei, ho confrontato il carico fiscale e contributivo nel mondo (abitualmente devo osservare “solo” 6 diversi Paesi).


A livello mondiale si sta vedendo una diminuzione più o meno generale di diminuzione delle aliquote fiscale ma non contributive.


Gli Stati Uniti quest’anno hanno diminuito al 21% l’aliquota delle imposte sulle società (forse con effetti negativi sugli accordi bilaterali), l’Olanda ha proposto di cancellare la tassazione sui dividenti, la Francia, sempre quest’anno, ha abbassato l’aliquota al 28% per i redditi fino 500.000 euro, il Regno Unito, dal 1 aprile 2017, ha abbassato la corporate tax (la nostra IRES) al 19%, in Italia l’IRES (l’imposta per le società di capitali) è stata abbassata al 24% ed è stato creato un sistema fiscale semplificato per le piccole imprese individuali.


Come si vede dalla tabella sotto riportata dove sono presenti i principali stati dell’Unione Europea (fonte il Sole 24 Ore), l’Italia, è a metà del ranking europeo considerando il solo tax rate ma considerando tax rate e contribution rate, purtroppo sale al 4 posto preceduta da: Francia, Grecia e Germania.


Il Regno Unito ha un tax and contribution rate decisamente migliore (è secondo solo all’Irlanda) ma, considerando la grande incertezza portata dalla Brexit, il dato può essere visto come significativo solo fino a marzo del prossimo anno. Dopo, le conseguenze dell’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea potrebbero portare conseguenze negative non compensabili con la bassa tassazione fiscale e contributiva.




paese
imposta società di capitali
contributi + imposta sulle società
%
%
U.E.
Francia
33,33
62,20
Grecia
29,00
51,70
Spagna
25,00
46,90
Paesi Bassi
25,00
40,70
Italia
24,00
48,00
Portogallo
21,00
39,80
Regno Unito
19,00
30,70
Germania
15,83
48,90
Irlanda
12,50
26,00
Extra U.E.
Brasile
34,00
68,40
Messico
30,00
52,10
Australia
30,00
47,50
Cina
25,00
67,30
Giappone
23,20
47,40
Turchia
22,00
41,10
USA
21,00
43,80
Russia
20,00
47,50
Canada
15,00
20,90







TAXES AND CONTRIBUTIONS AROUND THE WORLD





Last Friday one of the British customers told me that in Italy pension contributions are (too) high. Adding taxes and contributions, her income is halved.


In light of that meeting, given that I agree with her, I compared the tax and contributions rate in the world (usually I have to observe "only" 6 different countries).


In the world, there is a, more or less, general decrease in tax rates but not in contribution rate.


The United States, this year, has reduced the corporate tax rate to 21% (perhaps with negative effects on bilateral agreements), Netherlands’ government has proposed to cancel the taxation on the dividends, France, this year, has lowered the rate at 28% for incomes up to 500,000 euro, the United Kingdom, from 1st April 2017, lowered the corporate tax (our IRES) to 19%, in Italy the IRES (the tax for limited companies) ) was lowered to 24% and a simplified tax system was created for small traders.

As described  in the table below, where the main European Union countries are present (source: il Sole 24 Ore), considering only the tax rate Italy is in the middle of the European ranking but adding the tax and the contribution rate, unfortunately, It’s in the 4th place preceded by: France, Greece and Germany.


The United Kingdom has a much better tax and contribution rate (it is second only to Ireland) but, considering the great uncertainty brought by the Brexit, the figure can only be seen as significant until March 2019. Afterwards, the consequences of the exit of the United Kingdom from the European Union could lead to negative consequences that can not be offset by low tax and low pension contribution rate.




Country
Company tax
Pension contribution
+ company tax
%
%
E.U.
France
33,33
62,20
Greece
29,00
51,70
Spain
25,00
46,90
Netherlands
25,00
40,70
Italy
24,00
48,00
Portugal
21,00
39,80
U.K
19,00
30,70
Germany
15,83
48,90
Ireland
12,50
26,00
Extra E.U.
Brazil
34,00
68,40
Mexico
30,00
52,10
Australia
30,00
47,50
China
25,00
67,30
Japan
23,20
47,40
Turkey
22,00
41,10
USA
21,00
43,80
Russia
20,00
47,50
Canada
15,00
20,90


www.studio-alessio.it

venerdì 26 gennaio 2018

ADDIO SCHEDA CARBURANTE, “BENVENUTA” FATTURA ELETTRONICA


Dal 1 luglio 2018 le cessioni di benzina e gasolio nei confronti di titolari di partita iva dovranno essere giustificate esclusivamente con fatture elettroniche.

Da luglio, quindi, (anche) facendo benzina dal distributore stradale, per dedurre il costo e detrarre l’iva, i titolari di partita iva dovranno richiedere la fattura elettronica; la scheda carburante non avrà più alcun valore fiscale.

Dal 1 luglio, inoltre, per poter dedurre il costo e detrarre l’iva legata al carburante si dovrà obbligatoriamente pagare con carta di credito o con bancomat. Il pagamento in contanti verrà, ovviamente, accettato dal benzinaio ma non verrà riconosciuto ai fini fiscali.

Bisogna sottolineare che si deve ritenere che la carta di credito od il bancomat, dovranno essere intestati al titolare di partita iva che acquista il carburante. Se un professionista fa benzina in autostrada e la carta di credito è ad esempio del coniuge non sarà possibile dedurre il costo e detrarre l’iva.

La fattura elettronica sarà emessa nel formato Xml ed inviata attraverso il Sistema di Interscambio (SdI) per poi essere conservata dieci anni nell’apposito cloud.


Oggi chi paga solo con carta di credito o con bancomat, può utilizzare l’estratto conto in luogo della scheda carburante come documento utile per la deduzione del costo e per la detrazione dell’iva. Dal tenore letterale della norma, però, è pensabile che questo non si potrà più fare. Si spera che venga fatta chiarezza su questo ultimo punto del mio articolo. 

GOODBYE FUEL PAPER, “WELCOME” ELECTRONIC INVOICE


In Italy, from 1st  July 2018 on, the sales of petrol and diesel to VAT owners will be justified exclusively by the electronic invoices.

From July, therefore, getting petrol or diesel from the road distributor, to deduct cost and VAT, the VAT owners must request an electronic invoice; the fuel paper will no longer have any tax value.

Moreover, from 1st July, in order to deduct the cost and the VAT related to fuel, every VAT owner must pay by credit or debit card. Payment by cash will be obviously accepted by the petrol station but It will not be recognized for tax purposes.

I must point out that the credit or the debit card must be related to the name of the VAT owner that buys the fuel. If a professional gets petrol or diesel on the motorway and the credit card’s owner is, for instance, the wife, he will not be able to deduct the cost and the VAT.

The electronic invoice will be issued in Xml format and sent through the Interchange System and then kept for ten years in the appropriate cloud.


Today, who pays only by credit or debit card can use the credit card balance in place of the fuel paper as a useful document for the deduction of cost and VAT. From the literal tenor of the norm, however, it is conceivable that this can no longer be done. We all hope that clarity will be made on this last point of my article.