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mercoledì 19 novembre 2014

nuovo modello ISEE da gennaio

Dal 1 gennaio 2015 entrerà in vigore il nuovo sistema di calcolo del cosiddetto riccometro, improntato verso una definizione più realistica della condizione economica dei contribuenti. Il modello in oggetto è L’ISEE, o meglio  l’indicatore della Situazione Economica Equivalente, che permette di definire la condizione economica delle famiglie italiane. Si tratta di uno strumento che viene utilizzato come parametro sia ai fini del calcolo di tasse ed imposte sia per la determinazione dell’ammontare delle bollette, tra cui ad esempio quelle del gas. Tale sistema è di rilevante importanza anche per il fatto che esso incide sulla valutazione dei presupposti ed eventualmente dell’ammontare delle erogazioni di servizi sociali (borse di studio, accesso agli asili nidi, ecc.).
            La normativa su tale indicatore è stata soggetta a modifiche nel corso del tempo. Il Legislatore è intervenuto sull’ISEE anche di recente varando la nuova formula per la sua determinazione. Di seguito vengono illustrate le principali novità che dovranno essere applicate a partire dall’anno prossimo.
            Innanzitutto, cambieranno le regole del calcolo del peso del patrimonio immobiliare. Il passaggio da Ici a Imu comporterà una sostituzione della base imponibile come  il parametro di riferimento da inserire nella dichiarazione. Dal 2015, infatti, sarà il valore fiscale dell’immobile  ai fini IMU a gravare nel calcolo del componente patrimoniale dell’ISEE. Dovrà essere anche dichiarata la prima casa anche se esente dall’imposta, ma solo se il valore è inferiore a 52.500 euro. Tale soglia di 52.500 euro viene aumentata ulteriormente per i nuclei familiari con figli conviventi se successivi al secondo per un importo pari a  2.500 euro ciascuno. La cancellazione della franchigia sugli immobili di importo inferiore ai vecchi cento milioni di lire (51.646 Euro), con la sostituzione di un abbattimento forfettario di un terzo, porterà verosimilmente un rilevante aumento del valore fiscale da dichiarare nell’ISEE.
            Le sostanziali modifiche si rilevano anche nell’ambito delle componenti mobiliari da includere nella dichiarazione. Infatti, anche le franchigie sui conti correnti  saranno ridotte e si terrà conto non solo del saldo di fine anno ma anche della media dei depositi effettuati durante l’arco dell’anno. All’inizio tali dati potranno essere autocertificati; successivamente sarà l’Anagrafe tributaria ad effettuare le comunicazioni all’Amministrazione. Sarà così, ad esempio, per i redditi IRPEF e per i conti correnti, in quanto, per entrambe le relative informazioni, i dati verranno acquisiti direttamente tramite il sistema automatizzato.
            Alcuni redditi esenti da IRPEF e ogni tipo di bonus o erogazione pubblica dovranno essere incluse nella dichiarazione ISEE. Dal prossimo anno dovranno essere dichiarati anche: borse di studio, pensioni di invalidità, assegni di accompagnamento, assegni per il nucleo familiare, cedolare secca, carte acquisti, indennità e ogni altra forma di reddito percepito a titolo di trattamento assistenziale, previdenziale o di sostegno erogato dalle amministrazioni pubbliche.
            L’obiettivo dell’intervento legislativo sull’ISEE è quello di elaborare un quadro della situazione economica degli italiani che si avvicini il più possibile alla situazione reale e, di riflesso, far smascherare i “finti poveri”. Con lo scopo di ridurre il numero delle truffe in quest’ambito è stato previsto anche un potenziamento dei controlli, grazie innanzitutto a controlli incrociati ed automatici. Tali controlli sono previsti non solo nel caso dei dati recuperabili dall’Anagrafe tributaria ma anche da quelli dei Comuni ed enti erogatori di prestazioni, finanziamenti, e quant’altro. Nel caso in cui non venga dichiarata la titolarità di nemmeno un conto corrente, i controlli dovrebbero partire in automatico.

Le Pubbliche Amministrazioni potranno consultare in tempo reale i dati dell’Anagrafe tributaria e dell’Anagrafe dei conti correnti. Inoltre, in caso di rilevamento di qualche difformità tra quanto dichiarato e quanto risulta nelle banche dati, verrà inoltrata la segnalazione alla Guardia di Finanza.